21/03/2018 - Ultimo verbale del consiglio pastorale (link)

Riflessioni dal Consiglio Pastorale Parrocchiale

Il riposo è un diritto-dovere codificato fin dall’antichità. E’ una delle Dieci parole, è tra i primi comandamenti che Dio dà all’uomo: “Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno…tu non farai alcun lavoro…” (Es 20,9-11)
 Il lavoro è il fattore di equilibrio per la vita degli uomini: in che senso?
Oggi è davvero così?                                    Da: “Il campo è il modo” – Card. Angelo Scola

Da queste parole del nostro Arcivescovo abbiamo iniziato la nostra riflessione sul tema del riposo, collegandolo al tema della Festa e della Celebrazione Eucaristica domenicale.
Il parroco ha invitato a riflettere sul tema della festa come momento nel quale la persona, la famiglia, la comunità parrocchiale, possano rigenerarsi nel corpo e nello spirito e trovare spazi per esperienze di fraternità, di condivisione e di testimonianza.

Ha pure introdotto il discorso della Messa domenicale come momento significativo di comunione con Dio e tra fratelli: “…la Messa è il luogo, l’evento nel quale la Comunità Cristiana ritrova vita e fecondità. La celebrazione genera un nuovo stile di vita, lo stile del vivere nel quotidiano in modo evangelico!”
Sono poi stati citati brani di parola di Dio come quello del Padre misericordioso (Lc 15), nel quale si sottolinea il gusto della festa quando il figlio perduto ritorna a casa…e come il brano della Samaritana (Gv 4), nel quale troviamo Gesù che stanco si riposa al pozzo…e qui realizza uno splendido incontro nel quale porta la donna di Samaria alla Fede.
Scrive don Davide Caldirola:“…l’incapacità di fermarsi, la frenesia con cui riempiamo il nostro tempo, ci rende poco alla volta irreperibili ed irraggiungibili da Dio stesso. Perfino le nostre attività pastorali, addirittura le nostre preghiere, sembrano obbedire a una terribile ansia da prestazione che toglie sapore a tutto. Va a finire che nelle nostre iniziative brillanti, nei nostri percorsi catechistici, nelle nostre opere di carità, nelle nostre novene c’è tutto, ma manca Dio”.
Il rapporto tra Riposo, Festa ed Eucaristia viene così rivisitato da Enzo Bianchi: “......Quanto ai cristiani – va confessato – in questi anni ancora in gran parte segnati dal riposo festivo, la pratica del weekend vissuto fuori dall’ambiente quotidiano (in montagna, al mare, o altrove) ha già prodotto notevoli danni alla possibilità di vivere autenticamente la comunità parrocchiale..Per reagire a questa deriva occorre riaffermare che è decisiva la pratica domenicale vissuta in famiglia; altrimenti anche l’eucaristia è vissuta solo individualmente come un precetto da soddisfare e non come la possibilità di vivere in comunione ciò che si è: una famiglia, appunto. Ecco il compito che sta davanti a noi: insieme sentirsi chiamati dal Signore, insieme ascoltare la Parola di Dio, insieme celebrare la fede, insieme vivere l’eucaristia che rende tutti un unico corpo, il corpo stesso di Cristo. E dopo la celebrazione eucaristica, l’essenziale della vita cristiana, si dovrebbe insistere sulla possibilità della festa vissuta insieme.

Da questi testi i consiglieri hanno fatto varie riflessioni che hanno portato a pensare di rivedere alcune di nostri atteggiamenti sia nella celebrazione eucaristica sia nella proposta delle diverse attività parrocchiali.
Per quanti riguarda la celebrazione ci sembra di dover mettere più attenzione al momento dell’ inizio della S. Messa, curando il gesto dell’accoglienza delle persone…e dando uno spazio più fraterno al momento del “sagrato” al termine dell’Eucaristia.
Ci si domandava anche come fare in modo che le persone siano coinvolte nella vita della parrocchia senza togliere spazi importanti alla vita della famiglia nel momento serale o in quello domenicale…
Non abbiamo trovato risposte esaustive o sempre convincenti, ma l’aver dato spazio ad un tema così importante per la vita degli uomini e delle donne di oggi, l’esserci fermati a riflettere ci è comunque sembrato un momento bello e significativo.

Queste poche note sono il desiderio di condividere con tutti gli amici della comunità alcuni pensieri così da rendere più significativa e fraterna la nostra vita parrocchiale.

Incontro Ecumenico


Decanato Sempione
CORPUS DOMINI - SAN GIUSEPPE DELLA PACE - S. ILDEFONSO -
SANTA MARIA DI LOURDES - S. S. TRINITA' 


Parrocchia s. Ildefonso - P.za Damiano Chiesa - Milano
Monsignor Gianfranco Bottoni - Pastore Ulrich Eckert
Adriaen Pietersz van de Venne. 1614
Condividere la speranza di ritrovarci uniti
Dal conflitto alla comunione
Il dialogo luterano-cattolico e la commemorazione comune della Riforma nel 2017

Mercoledì 21 maggio 2014 ore 21.15
Salone Oratorio femminile
A cura della Commissione Missionaria Parrocchiale

Dal conflitto alla comunione

Il dialogo luterano-cattolico e
la commemorazione comune della Riforma nel 2017
Cammino coi fratelli Luterani verso l’Unità

Già da alcuni anni nella nostra parrocchia in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si sono svolte celebrazioni comuni con fratelli di altre confessioni (Ortodossi, Luterani e Valdesi) cui ha partecipato un numero sempre crescente di persone.
E’ questo sicuramente un segno dei tempi che testimonia l’avvicinamento in atto fra fedeli che per secoli si sono guardati, pur professando la stessa fede in Cristo Gesù, con diffidenza, ostilità e persino odio.
Da quando circa 100 anni fa è iniziato il movimento ecumenico sono stati fatti numerosi progressi che hanno portato sempre più spesso a celebrazioni comuni della parola di Dio e ad enunciazioni comuni su vecchie controversie che ormai sembrano obsolete.
Recentemente è comparso un nuovo documento comune fra luterani e cattolici estremamente significativo per questo momento storico della chiesa di Cristo: “2017: la Riforma - Dal conflitto alla comunione”.

Nel 2017, cattolici e luterani commemoreranno i 500 anni dall’affissione a Wittenberg delle 95 tesi di Lutero, che diedero avvio al movimento della Riforma. Luterani e cattolici vogliono celebrare assieme quella ricorrenza. Sarà la prima volta da allora.
Dopo secoli di conflitti essi hanno scoperto che sono più le cose che li uniscono di quelle che li dividono. Sarà dunque una commemorazione ecumenica.
Il 2017 sollecita cattolici e luterani a confrontarsi nel dialogo sui problemi e le conseguenze storiche della Riforma e delle risposte che ad essa vennero date. Sono cambiate le prospettive storiche e le ipotesi di lavoro, si sono approfonditi gli studi e le riflessioni sulla figura e sul pensiero di Martin Lutero, sino a riconoscerne il valore spirituale e teologico anche da parte cattolica.

Cattolici e luterani si rendono conto che loro e le comunità nelle quali vivono la loro fede appartengono allo stesso corpo di Cristo. In essi sta germogliando la consapevolezza che il conflitto del XVI secolo è finito.
Le ragioni per condannare reciprocamente la fede gli uni degli altri sono tramontate. Luterani e cattolici, dunque, commemorando insieme il 2017 individuano cinque imperativi.
Luterani e cattolici sono invitati a riflettere ponendosi nella prospettiva dell’unità del corpo di Cristo e a cercare qualunque mezzo che potrà dare visibilità ed espressione a questa unità e servire la comunità del corpo di Cristo.
Mediante il battesimo essi si riconoscono reciprocamente come cristiani. Questo orientamento richiede una continua conversione del cuore.

Primo imperativo: cattolici e luterani dovrebbero sempre partire dalla prospettiva dell’unità e non dal punto di vista della divisione, al fine di rafforzare ciò che hanno in comune, anche se è più facile scorgere e sperimentare le differenze.
La confessione cattolica e la confessione luterana nel corso della storia si sono definite per reciproco contrasto e hanno risentito della parzialità e unilateralità, che sono arrivate sino a oggi, quando si trovano ad affrontare problemi come quello dell’autorità.
Dal momento che sono stati originati dal conflitto reciproco, questi problemi possono essere risolti, o almeno affrontati, soltanto attraverso degli sforzi comuni per approfondire e rafforzare la loro comunione.
Cattolici e luterani hanno bisogno dell’esperienza, dell’incoraggiamento e della critica reciproci.

Secondo imperativo: luterani e cattolici devono lasciarsi continuamente trasformare dall’incontro con l’altro e dalla reciproca testimonianza di fede.
Cattolici e luterani attraverso il dialogo hanno imparato moltissimo e sono giunti a comprendere che la comunione tra loro può avere forme e gradi differenti. Riguardo al 2017 essi dovrebbero rinnovare il loro impegno con gratitudine per quanto è già stato compiuto, con pazienza e perseveranza poiché la strada può essere più lunga di quanto non ci si aspetti, con lo slancio che non permette di sentirsi soddisfatti della situazione attuale, con amore reciproco anche nei momenti di disaccordo e di conflitto, con fede nello Spirito Santo, con la speranza che lo Spirito adempirà la preghiera di Gesù al Padre, e con la preghiera ardente che questo possa realizzarsi.

Terzo imperativo: cattolici e luterani dovrebbero di nuovo impegnarsi a ricercare l’unità visibile, a elaborare e sviluppare insieme ciò che questo comporta come passi concreti, e a tendere costantemente verso questo obiettivo.
Cattolici e luterani hanno il compito di annunciare di nuovo ai loro fratelli nella fede e al mondo la comprensione del Vangelo e la fede cristiana come pure le tradizioni ecclesiali precedenti. La sfida che sta loro di fronte è evitare che questa rilettura della tradizione faccia ricadere gli uni e gli altri nei vecchi contrasti confessionali.

Quarto imperativo: luterani e cattolici dovrebbero riscoprire congiuntamente la potenza del Vangelo di Gesù Cristo per il nostro tempo.
L’impegno ecumenico per l’unità della Chiesa è a servizio non solo della Chiesa, ma anche del mondo, perché possa credere. Il compito missionario dell’ecumenismo diventerà tanto più grande quanto più le nostre società diventeranno pluralistiche dal punto di vita religioso. E in questo caso di nuovo sono necessari un ripensamento e un cambiamento profondo.

Quinto imperativo: cattolici e luterani dovrebbero rendere insieme testimonianza della misericordia di Dio nell’annuncio del Vangelo e nel servizio al mondo.
Il cammino ecumenico permette a luterani e cattolici di apprezzare insieme le intuizioni e l’esperienza spirituale di Martin Lutero riguardo al Vangelo della giustizia di Dio, che è anche misericordia di Dio.
Gli inizi della Riforma saranno ricordati in maniera adeguata e giusta quando luterani e cattolici ascolteranno insieme il Vangelo di Gesù Cristo e si lasceranno di nuovo chiamare a fare comunità insieme al Signore. Allora saranno uniti in una missione comune che la Dichiarazione congiunta sulla dottrina del giustificazione così descrive: «Luterani e cattolici tendono insieme alla meta di confessare in ogni cosa Cristo, il solo nel quale riporre ogni fiducia, poiché egli è l’unico mediatore (1Tm 2,5s) attraverso il quale Dio nello Spirito Santo fa dono di sé ed effonde i suoi doni che tutto rinnovano.